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Daniela Giachino
CHAMPORCHER

Duplice veste quella di Stefania Belmondo, la campionessa di sci di fondo, presente venerdì a Champorcher in occasione del memorial Giuseppe Gontier, il suo skiman morto lo scorso anno in seguito a un incidente stradale.
Arrivata nel pomeriggio, durante la gara di skiroll, podismo e muontain bike, l’azzurra ha subito incontrato il padre del giovane Gontier ricordando ancora una volta il ruolo determinante che ha avuto il suo preparatore di sci nel farla diventare la vincitrice di medaglie olimpioniche. Si è poi trovata con Mario Messi presidente dell’Etli ( Ente per la tutela del lupo italiano) di cui è madrina.
Alla presenza di Giovanni De Bernardo, responsabile del Nucleo cinofilo e presidente della Commissione paritetica brevetti Etli, di operatori del Corpo Forestale dello Stato con lupi italiani, e di Nicoletta Casiraghi, del Comitato operativo multiforze Etli, la Belmondo ha lanciato un appello affinchè le forze politiche intervengano per evitare la distruzione di una realtà unica al mondo: il Lupo Italiano.
La storia di questo animale inizia nel 1966 quando Mario Messi incrociò una femmina di lupo dell’Appennino dell’Alto Lazio con un maschio di pastore tedesco e, proseguendo con gli incroci, riuscì a creare quello che è oggi il lupo italiano.
Questa razza canina è unica

In tutto esistono 
appena 650 esemplari
di questa razza

perché unisce le qualità del lupo a quelle del cane, dando origine a un animale equilibrato e facilmente addestrabile, usato dalla Protezione Civile, dalla Guardia forestale e dai carabinieri.
Il lupo italiano, allevato esclusivamente a Cumiana in provincia di Torino, è protetto da una normativa di Stato che ne vieta la commercializzazione e la riproduzione al di fuori dell’Ente per la sua tutela. Ne esistono 650 esemplari ed è possibile averlo in affidamento gratuito e regolamentato, impegnandosi a fargli prendere tutti i brevetti utili per svolgere le sue mansioni di pubblica

utilità, ma rischia l’estinzione se il governo non approverà una legge di finanziamento.
Non essendo commercializzabile, allevarlo è un costo che ricade unicamente sul- l’Etli, che vive grazie al volontariato e alla caparbietà del suo presidente.
E così la testimonial Belmondo e il presidente Messi hanno rinnovato la proposta di candidare il lupo italiano a mascotte delle Olimpiadi invernali del 2006 in programma a Torino, con la speranza, ha specificato Messi, “che il Comitato organizzatore per rappresentare Torino 2006 nel mondo non scelga uno dei soliti insulsi pupazzi che hanno caratterizzato le ultime manifestazioni sportive internazionali”.


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